Selfdefens
Tanto tempo fa… così tanto che avevo ancora i capelli ed erano così folti che avevo difficoltà a tenerli a bada… ricordo che la difesapersonale femminile non era qualcosa di studiato per le reali necessità ma più un qualcosa di mistico.

In parte affidato all’arte marziale di cui era figlia in parte alla fantasia dell’insegnante. Questi strani accoppiamenti generavano soluzioni tecniche come la leva al braccio come difesa dallo stupro. Si. Proprio come in foto.
Praticamente per uscire da quella situazione la donna avrebbe dovuto afferrare saldamente un braccio, tirarlo a se, muovere il bacino all’infuori tenendo il braccio dell’aggressore aderente a se, infilare la gamba pari al braccio sulla faccia, spingere con le gambe mantenendo il braccio avverso a contatto in modo che il gomito non sfugga, realizzare la chiave al braccio.
“…con attenzione, perché il braccio si potrebbe anche rompere…”
eggià… mai esagerare…
Adesso, l’idea che una donna possa realizzare una cosa del genere si scontra con le seguenti considerazioni:
che in una situazione drammatica come lo stupro possa realizzare un’azione che è complessa anche solo da descrivere ( guardate foto in alto se volete avere un’idea di cosa sia la tecnica descritta),
che richiede grande coordinazione, velocità e una certa “grinta” nel portarla a termine,
che probabilmente è più leggera e meno forte del suo aggressore,
che si trova a dover tenere una leva, a meno che non sia abbastanza forte da rompere il braccio… davvero poco probabile, e che dunque non sta guadagnando nessuna possibilità di fuga . Tecniche davvero figlie di altri tempi.
Davvero all’epoca credo che non si avesse la minima concezione di ciò che era anche solo minimamente plausibile se si pensa che la leva in questione è difficile da realizzare anche per un uomo che lotta con un altro uomo.
Per rinfrescarmi la memoria allora sono andato a rivedermi un grande classico della difesa personale femminile “old style”: “Manuale di autodifesa delle donne”. Una meraviglia, se lo trovate (è parecchio fuori produzione), compratelo subito e tenetevelo ben stretto perché l’autore inanella una perla di saggezza dietro l’altra. Cito i suoi consigli in caso di stupro:
Per la serie: “Basta che respiri. Ma va bene anche se non è troppo fredda.”
“Non pensate che basti aver superato i 25 anni o essere minori di 16 per essere al sicuro; anche una cinquantenne o una sessantenne può essere desiderabile. Se è vero che una donna giovane e bella rischia maggiormente di essere aggredita sessualmente, i fatti dimostrano che non sempre gli stupratori badano all’età e all’aspetto delle loro vittime.”
Per la serie: “Grazie, ora che lo so sono molto più tranquilla.”
“Esiste una sola tecnica che permette all’aggressore di violentarvi senza che possiate reagire. Fortunatamente la userà raramente , per ignoranza. L’uomo vi dovrebbe stendere sul ventre voltandovi le braccia sulla schiena e tenendole ferme con il peso del petto. In tal modo avrebbe le mani libere per allargarvi le cosce. (…) avete tuttavia una piccolissima possibilità: il colpo della giumenta infuriata.”
Dite la verità… volete conoscere questo colpo vero? Eccolo… con tutte le varianti … buon divertimento.
“Sollevate la testa con violenza per colpire al naso il vostro aggressore. Se, diffidente, mette la testa accanto alla vostra per proteggersi il naso o, romantico, per sussurrarvi i suoi stati d’animo, non vi resta che un tentativo: girare la testa verso di lui e strappargli l’orecchio con un morso.”
…Che brutalità… che barbarie…


Non male…però ci sono molte perle di tecnica da elargire anche nel campo della difesa ‘maschile’ o ‘normale’…il campo delle leve poi, per non nuocere troppo all’aggressore e rientrare nel disposto dell’art 52 e’ praticamente a favore dell’aggressore stesso…dalla padella…al ridicolo!