I duri allenamenti di una volta
“Prendila amara la medicina che altrimenti non fa bene.” è un detto comune a molte nonne. 
Per alcuni istruttori “tradizionalisti” vale qualcosa del genere anche per gli allenamenti: “Poco vale se non ci si fa male” … yes sure, no pain no gain…
Trascrivo un evento che mi è capitato parecchi anni fa (in una galassia lontana lontana)
Il nostro istruttore di turno non era affatto contento del nostro Kiai (“grido di guerra” da fare assieme all’esecuzione di un colpo) . Così, serissimo, risolve di passare al metodo tradizionale per fare uscire fuori il nostro grido di guerra.
Prende una shinai (simulacro di spada giapponese in bambù, usata nel Kendo) e si mette vicino a noi.
Noi, al suo comando, iniziamo il Kata eseguendo attacchi e parate seguendo il ritmo che ci dava. Al momento del Kata, quando al colpo dovevamo aggiungere il Kiai, lui tira una botta paurosa di shinai sull’addome di un ragazzo.
In mezzo ai nostri Kiai “mosci” si sente un kiai prima abortito e poi , a seguito del colpo, altissimo e stridulo.
Non so come ho fatto a non scoppiare a ridere…
Continuiamo come se non fosse accaduto niente e quando nuovamente ci troviamo a far sentire il nostro “urlo di guerra” in palestra risuonano 19 grida da samurai e un miagolio stridulo, quello del poveraccio cui bruciava ancora il colpo di shinai.
L’allenamento tradizionale aveva funzionato… per tutti gli altri.

